Il Sicomoro per Volley Matera

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La collaborazione fra il Sicomoro e l’A.S.D Volley Matera nasce dalla comune idea che lo sport rappresenti un luogo, un’occasione e un tempo entro il quale sia possibile sviluppare micro sistemi sociali in grado di attivarsi per generare nuovi strumenti di welfare.

Vi è il comune intento di rendere lo sport uno strumento per stare insieme e crescere, per sviluppare le proprie attitudini in un ambiente sano, che coinvolga non solo l’atleta ma anche gli altri membri della famiglia e della comunità; di educare grazie allo sport, strumento che facilita la comunicazione fra generazioni e fra nuclei diversi, che guida alla cooperazione e alla crescita, alla comunicazione, all’ascolto e che consolida le relazioni e le emozioni sane.

Sulla base di queste prime considerazioni si intende agire attraverso le forze e le risorse che le due organizzazioni possiedono e che, fuse in una comunione di intenti e prassi, possono dar vita a nuovi modelli funzionali al benessere dell’intera comunità.

Uno degli esempi che negli ultimi anni è stato sperimentato nelle città storicamente legate alla pallavolo (Modena), è la presenza di figure specializzate (psicologi, pedagogisti, sociologi) nell’ambito delle politiche sociali, all’interno degli staff tecnici sportivi.

Il nostro obiettivo è vivere lo sport come strumento universale e comune a tutte le culture, alla base di una integrazione spontanea e naturale.

La condivisione di un obiettivo comune, di un percorso comune di impegno e dedizione, di momenti di vita quotidiana, di emozioni e storie personali, di spazi e linguaggi, di codici e valori che non sostituiscono quelli d’origine, ma li arricchiscono, li modificano e accrescono, naturalmente costituisce il terreno per l’integrazione.

A tal proposito prevediamo la presenza della “psicologa in campo”, con l’obiettivo di osservare le dinamiche del gruppo dei bambini e mettere in relazione famiglie, atleti e staff, facilitando e migliorando la comunicazione fra diverse parti.

Le figure coinvolte assicureranno una maggiore attenzione alle necessità dei ragazzi, considerati non solo come atleti, ma come persone, diverse fra loro e con richieste diverse, stili diversi, storie diverse che troveranno nello sport un terreno di crescita comune.

Inoltre il loro intervento potrà aiutare in quelle situazioni in cui lo stress e l’ansia eccessiva dovessero interferire con la normale prestazione sportiva.

La psicologa sarà una figura di riferimento in grado di intervenire con strumenti idonei su situazioni critiche momentanee, così come difficoltà emotive e comportamentali più strutturate o legate a situazioni ambientali particolari e momenti di vita che abbiano una ricaduta sull’atleta.

La “psicologa in campo” e le attività del Sicomoro, alle quali atleti e famiglie saranno chiamate a partecipare, promuoveranno il principio dell’integrazione, creando situazioni di condivisione e scambio di opinioni e di vissuti, di timori e pregiudizi, per costruire insieme quell’integrazione spontanea che spesso si scontra con una difficile comunicazione.

Un punto di riferimento come la psicologa permetterà a tutte le figure coinvolte di creare un linguaggio comune, creando la strada per un percorso costruttivo e di crescita, di adesione consapevole a principi di condivisione, rispetto e integrazione.

Ruolo del Sicomoro nel progetto Volley Matera sarà, dunque, quello di fornire figure specializzate che collaborino alla nascita di un ambiente sportivo in grado di educare e di accogliere, di formare atleti eccellenti, grazie allo staff tecnico, e allo stesso tempo buoni cittadini del futuro.

 

Attività proposte e coinvolgimento della Cooperativa nelle attività del settore giovanile della Società sportiva:

Gli assi principali di questo intervento sono:

  • Formazione
  • Ricerca
  • Famiglie
  • Integrazione

La Cooperativa sociale, potendo contare al proprio interno su professionalità specializzate nei settori: pedagogico-educativi, psico-sociali, delle lingue straniere, delle scienze umane e sociali, potrà avviare attività legate ai quattro assi principali richiamati.

In particolare ai ragazzi dei settori giovanili potrebbero essere proposte attività formative parallele e integrative rispetto a quelle specifiche dello sport, riguardanti:

  1. Percorsi di “psicomotricità giocosa” (per il mini volley atleti dai 6 ai 12 anni) per sviluppare consapevolezza delle proprie emozioni, per imparare a riconoscerle e ad esprimerle al meglio; per imparare a risolvere i contrasti, incanalare la rabbia e imparare a tollerare la frustrazione attraverso il gioco.
  2. Incontri con lo staff per costruire una mappa comune da utilizzare per leggere gli atleti, la squadra, le richieste dei genitori ed uno stile comunicativo costruttivo, per facilitare le relazioni fra le figure dello staff attraverso incontri di supervisione interna, per condividere obiettivi, metodi e strumenti di lavoro.
  3. Incontri di formazione nelle scuole(previsto un incontro informativo e poi attività da programmare presso Il Sicomoro) sui temi della dipendenza (internet, alcool, droghe), dell’immigrazione e dell’integrazione, disturbi dell’apprendimento e strumenti compensativi, comportamento alimentare e corpo, conflitti familiari e gestione delle separazioni, lotta all’uso di sostanze nocive per la salute (sia dal punto di vista della lotta al doping sia su una corretta alimentazione quotidiana).
  4. Corsi di lingua applicata in maniera specifica allo sport con la previsione di scambi internazionali con società sportive straniere, volte a valorizzare il concetto di differenza come valore aggiunto di un territorio multiculturale. Dall’ottica integrativa alla logica interattiva;Training di lingua inglese per il potenziamento della seconda lingua sin dalle prime classi della scuola primaria e training specifici di lingua inglese per ragazzi con disturbi specifici dell’apprendimento
  5. Attività di ricerca sociale in ambito sportivo, con rilevazioni periodiche ma sistematiche dei “movimenti” e di attività che coinvolgono le realtà sociali e comunitarie richiamate in modo tale da coglierne il cambiamento e le trasformazioni dinamiche nel tempo.
  6. Azioni di coinvolgimento delle famiglie dei ragazzi o di chi ne fa le veci, finalizzate allo sviluppo di una relazione trasversale fra tutti i soggetti coinvolti nel processo di costruzione di una comunità che vede nella reciprocità e nello scambio gli elementi di maggiore ricchezza.
    Incontri con i genitori per promuovere la cultura della cooperazione e del divertimento, della crescita e del sano agonismo attraverso attività di gruppo e incontri individuali focalizzati sulle aspettative verso i propri figli, sui vissuti legati alla competizione e alle situazioni che ne derivano (frustrazione per la perdita, umiliazione, rabbia, esaltazione per la vittoria, motivazione eccessiva alla vittoria…), per condividere le regole del gruppo, per riconoscere e migliorare i diversi stili educativi, per discutere insieme dei rapporto con l’allenatore e lo staff tecnico ed in generale per imparare a capire e riconoscere i bisogni dei propri figli nelle diverse fasce d’età.
  7. Progetti sulla genitorialità, progetti educativi che pongono al centro del percorso i ragazzi e attorno a loro, in maniera circolare, i centri educativi formali e informali che li sostengono :
    CopingPower Program: programma per la gestione della rabbia e dell’aggressività nei disturbi della condotta dell’età evolutiva, promosso e sviluppato da Istituto Stella Maris Pisa (prevediamo un adattamento al gruppo squadra);
    Circle of Security Program: programma per la genitorialità con l’obiettivo di sviluppare buone capacità di auto osservazione e di riconoscimento dei bisogni dei bambini per una buona qualità del rapporto genitori-figli;
  8. Costruzione di un sistema per l’inserimento sociale e lavorativo dei beneficiari dei progetti dalla Cooperativa (SPRAR e MSNARA) all’interno delle strutture materiali e professionali che sostanziano la Società Sportiva.
    Esempi in questo senso potrebbero essere:
    Attività di organizzazione relativa agli eventi della società sportiva stessa; Gestione e manutenzione degli impianti che ospitano le attività sportive; Formazione nell’ambito della comunicazione audio-video dello sport.
  9. SPORTELLO BENESSERE (spazio aperto ad allenatori, genitori, atleti):
  • Incontri individuali con i giovani atleti (all’occorrenzao su segnalazione della psicologa in campo), previo consenso informato dei genitori, per imparare a gestire stati d’ansia eccessivi, invalidanti per le prestazioni sportive, attraverso tecniche di gestione dell’ansia e di rilassamento progressivo; incontri per imparare a gestire la frustrazione o l’aggressività o la rabbia in casi segnalati dallo staff tecnico o rilevati dall’osservazione quindicinale della psicologa.
  • Gruppi motivazionali per aiutare i bambini ad elaborare i vissuti negativi e le emozioni spiacevoli che accompagnano situazioni agonistiche, per imparare a rispettare le regole senza viverle come una costrizione, per imparare a rispettare il gruppo e la squadra e a rendere questo rispetto un punto di forza e non un vincolo indesiderato, per imparare a comportarsi in maniera adeguata durante le gare, riconoscendo in questa buona prassi il nucleo del proprio senso di appartenenza ad una squadra; per imparare la continuità, il rispetto degli impegni presi e in questo collaborare con le famiglie.
  • Consulenza di base su qualunque difficoltà o richiesta di natura psicologica, emotiva e relazionale espressa dall’atleta, dalla famiglia o dallo staff tecnico.
    In particolare, per i giovani atleti, problematiche legate alla scuola, alla socializzazione con i pari o in squadra, al rapporto con i genitori, al rapporto con il proprio corpo o il cibo, pensieri ricorrenti che interferiscono con la serenità di ogni giorno, paura di sbagliare, vergogna a condividere spogliatoio o ambienti di socializzazione diversi da quello sportivo, rabbia e aggressività, senso di vuoto e scarsa autostima.
    Per gli/le atleti adolescenti tematiche legate al confronto, allo svincolo dalla famiglia, al rapporto con internet, pericoli legati all’uso di droghe e alcool, rapporto con i pari dell’altro sesso…
    I giovani atleti troveranno una persona a cui chiedere aiuto per imparare nuove strategie e nuovi percorsi, per sviluppare nuove abilità per fronteggiare i problemi e per migliorare la propria situazione in un percorso di maturazione e crescita, che abbia come cornice il campo da gioco.
  • Qualora si riscontrasse la necessità di un intervento psicoterapeutico o di un percorso specializzato, si cercherà di motivare il bambino a condividere il problema con i genitori e insieme si progetterà il percorso idoneo.